Sovicille e il suo territorio

Ultima modifica 20 agosto 2020

Il toponimo è attestato per la prima volta come Suffichillum in un documento dell’Archivio di Stato di Siena, datato 1004. Secondo alcuni storici potrebbe derivare da “Suavis locus ille” (quel soave luogo), ma la tesi più accreditata lo fa derivare dal greco sukon-siconio (fiore del fico), in latino sofficum. Già nel XIII secolo Sovicille si costituì comune con propri statuti.

È al centro di un territorio ricco di insediamenti abitativi di epoca etrusca e romana (Brenna e Pernina sono toponimi etruschi, Ancaiano, Arnano, Ampugnano, Simignano, Stigliano, Trecciano sono latini).

Il patrimonio storico-artistico del territorio è di assoluto rilievo e può vantare una diffusa presenza di pievi romaniche e abbazie che punteggiano il paesaggio boschivo e collinare rendendolo suggestivo e ricco di memorie storiche.

Nel cuore della Montagnola è possibile visitare la pieve di Molli, tra secolari castagni e ruderi di abitazioni, e la notevole pieve di Pernina, immersa nel silenzio di un pianoro da cui si ha una stupenda visione panoramica di Siena.

Di notevole interesse anche la pieve di San Giusto a Balli e la splendida pieve di San Giovanni Battista di Ponte allo Spino con l’annessa canonica, un tempo residenza estiva dei vescovi di Siena.

Meritano una menzione le pievi di San Lorenzo a Sovicille, ricordata già nel 1237 e arricchita da un affresco di Giorgio di Giovanni, seguace del Beccafumi, la pieve di San Giovanni Battista a Rosia, con il bellissimo campanile, e la pieve di San Bartolomeo a San Rocco a Pilli.

Arroccato su un poggio presso Rosia troviamo l’antico borgo di Torri, con l’abbazia vallombrosana e il chiostro romanico policromo a tre piani, di incredibile ricchezza ed eleganza architettonica.

Particolare attenzione merita Orgia, vicino al fiume Merse, con l’antica chiesa e il Museo Etnografico del Bosco,tappa fondamentale per entrare in sintonia con la storia e l’ambiente che caratterizza gran parte del territorio della Val di Merse.

Percorrendo la vallata del torrente che collega Rosia a Montarrenti, quasi un miraggio, ci appare il Ponte della Pia, il più suggestivo del territorio, dalle presunte origini romane, ma rifatto nel medioevo con criteri romanici. Da questo ponte, come sappiamo dalla leggenda, sarebbe passata la bella Pia de’Tolomei (moglie infelice di Nello d'Inghiramo de' Pannocchieschi) per andare in esilio in Maremma, nel Castello della Pietra. Di questo evento parlò anche Dante Alighieri nel quinto canto del Purgatorio.

Tra le ville si segnala la seicentesca Cetinale, progettata dall’architetto Carlo Fontana, con la vicina, singolare, costruzione dell’omonimo Romitorio, Celsa con il bel giardino all’italiana e la settecentesca Villa Linari.

Numerosi anche i castelli che punteggiano il territorio tra cui citiamo, tra gli altri, Poggiarello, Toiano, con la mole del Palazzaccio, Stigliano, Capraia, Montarrenti, dove recenti scavi archeologici hanno portato alla luce insediamenti altomedievali, Palazzo al Piano, Castiglion che Dio sol sa.